Alfabeti digitali Da-Da-Data di Giuseppe Longhi (*)
A Milano giovedì 14 marzo dalle 16,30 alla Sala Lauree, facoltà di Lettere – Università di Milano, il Centro per la Complessità ed i Biosistemi, con il Liceo Scientifico Primo Levi di S. Donato e il gruppo di ricerca Value of Differences, organizzano una discussione sul significato dei dati per la nostra comunità.
Questa iniziativa è un sussurro nel vasto chiacchiericcio delle 500 voci che contribuiranno alla Milano Data Week, proposta dal Comune di Milano.
Facendo riferimento al movimento Dada, si paragona il rumore di fondo delle tante voci che partecipano alla giornata, appartenenti a generazioni e saperi diversi, al balbettio di un bambino non ancora padrone dell’alfabeto con cui navigherà nella società.
Il rapido avvicendarsi degli alfabeti iniziato, dopo la stabilità millenaria dell’alfabeto analogico, con l’alfabeto digitale nato nel secondo dopoguerra e l’alfabeto biologico, nato con la fine del primo millennio, è il motore di affascinanti prospettive, ma anche di potenti asimmetrie sociali, in quanto sta generando cambiamenti dirompenti che coinvolgono tutti gli aspetti della vita dell’uomo.
Il dirompente processo di raccolta, manipolazione e distribuzione di dati cui stiamo assistendo è paragonabile a una costruzione babelica, in cui la biblica frase imperativa “facciamoci mattoni e cuociamoli sul fuoco” è sostituita da “costruiamoci la cloud, sarà la nostra fabbrica e il centro dei nostri commerci”, ma come nel libro della Genesi alla costruzione della torre dei sedentari corrisponde una radicale rottura con il mondo dei nomadi, ossia alla contrapposizione fra chi vuole sfruttare la natura per i propri interessi e chi, invece, vuole convivere con la natura.
La metafora di Babele significa che la cultura deve affrontare le tematiche dei dati offrendo scenari fondativi di lungo momento, capaci di dare speranza alle nuove generazioni.
E proprio dalle nuove generazioni inizia il racconto della giornata con l’esperienza degli studenti del Liceo Scientifico Primo Levi di S.Donato, guidati dalla prof. Margherita Rossaro, cui seguirà un ampio balbettio di discipline coordinato dalla prof. Caterina La Porta del Centro per la Complessità ed i Biosistemi.
La giornata vuole sollecitare un bilancio degli elementi dirompenti che caratterizzano il nuovo mondo dei dati al fine di attivare una serie di agende da parte degli attori sociali fortemente coinvolti nei processi di cambiamento.
Alcuni quesiti:
- la torre babelica della municipalità e degli assessorati sopravviverà alla concorrenza delle grandi major dei dati (Amazon aws, Google…)?
- il sistema dell’istruzione dei sedentari reggerà alla concorrenza dell’istruzione continua on line?
- i cittadini continueranno ad essere silenziosamente deprivati del loro patrimonio di dati, o una nuova organizzazione civica trasformerà questo patrimonio in un nuovo capitale sociale?
- la mappa genetica sarà la nuova miniera del futuro ed i biologi i nuovi stregoni?
- la città angelica dei dati come conviverà con la città materiale?
Arrivederci a GIOVEDI 14 MARZO
(*) Urbanista – docente universitario –
Sala Lauree, FACOLTA’ DI LETTERE – UNIVERSITA’ STATALE
Via Festa del Perdono 7, Milano
Per iscriversi:

