UN SISTEMA INTELLIGENTE PER ANDARE OLTRE LA VENDITA DIRETTA E PROMUOVERE L’AGRICOLTURA DI PROSSIMITA’
(con video dell’intervento di Stefano Bocchi)
Il modo più immediato per valorizzare i prodotti e le produzioni dell’agricoltura locale è quello di attivare le filiere corte che però , il più delle volte, si limitano ad alimentare la vendita diretta nella forma dello spaccio aziendale o del piccolo mercato locale . In questo modo è difficile sviluppare le aziende agricole su base seria e professionale . Neppure le vendite che avvengono tramite i Gruppi di Acquisto Solidali risolvono completamente il problema poiché scollegano il luogo della produzione da quelli del consumo e spesso incontrano notevoli problemi di carattere logistico .
La soluzione non è sempliceanche perché richiede un intervento a livello del territorio che le singole imprese non riescono a sostenere . I soli sussidi agricoli sono insufficienti e spesso spingono a specializzazioni che orientano le produzioni a mercati industriali o e più allargati. Le nostre istituzioni amministrative sono ancora prive degli strumenti culturali e operativi che occorrono per rendere produttive le risorse ambientali presenti nel territorio . Nuove infrastrutture verdi e diffusi supporti di carattere informativo sono gli strumenti indispensabili per creare sistemi agroalimentari territoriali in grado di autosostenersi e generare effetti positivi di carattere sistemico. Sono i local food systems già presenti nei paesi più sviluppati che , senza ledere i liberi mercati , permettono alle imprese locali di competere e svilupparsi in modo redditizio . Con la qualità dei prodotti che viene garntita , assicurano significativi sbocchi di mercati e sicuri e qualificati che permettono di investire in nuove modalità produttive . “Per fare ciò è necessario fornire agli attori sociali, economici e istituzionali strumenti in grado di favorire l’incontro tra la produzione di qualità e il consumo consapevole” si legge nel progetto “BIOREGIONE ” presentato recentemante dal professor Stefano Bocchi della Facoltà di Agraria di Milano . Il progetto “si propone di mappare in modo sistematico in tutta la Lombardia sia i luoghi e gli attori della ristorazione collettiva, sia le produzioni di qualità e i luoghi che potenziale produzione“. La rilevazione della domanda e dell’offerta , insieme ad un’analisi dei flussi, delle relazioni tra gli attori in campo e delle condizioni ambientali e territoriali intendono favorire l’avvicinamento delle produzioni agricole locali alla domanda di ristorazione collettiva che in Lombardia raggiunge dimensioni rilevanti.
Stefano Bocchi della Facoltà di Agraria di Milano e membro del Comitato Scientifico di Mondohonline illustra i primi risultati otternuti dallo sviluppo del progetto che ha ottenuto il sostegno della Fondazione Cariplo http://www.youtube.com/watch?v=i42DI6gSJpA


Io penso che il nodo fondamentale da sbloccare sia la solita, trita e ritrita, CONCORRENZA E MERCATO DAVVERO LIBERO, non forzato dagli operatori più potenti: così si abbatte il prezzo alla soglia sostenibile e si rende appetibile il prodotto, anche quando dovesse comportare un minimo di “scomodità” (spostamenti per reperire le merci).
La mia esperienza nei GAS mi porta ad analoga riflessione: quel modello di interazione domanda-offerta, per quanto ovviamente limitato, trova, almeno a Milano proprio questo limite: i GAS non puntano alla trattativa del prezzo migliore, ma hanno il SOLO intento di SOSTENERE il produttore, quasi adottandolo: anche il PREZZO deve essere Sostenibile, soprattutto oggi; altrimenti non c’è modello che tenga, il cosumatore si rivolgerà altrove.