Come si configura il vissuto quotidiano dell’acqua nella generazione Zeta? Lo scopriamo con le interviste a una classe dell’Istituto Rizzoli di Milano, che inizia il suo percorso di ricerca con un webinar in cui incontra l’acqua che non si vede ma che ogni giorno entra sulle tavole dei cittadini e quella che si nasconde nelle falde sotterranee per dare vita alla città.
Le interviste ai ragazzi dell’ Istituto Rizzoli realizzate da Mondohonline sono ora pubbliche sul canale Youtube di MHO: il link è il seguente: https://youtu.be/PEh4SmVwlrE
Di seguito l’intervento al webinar di Claudia Sorlini (*), le relazioni degli altri partecipanti verranno pubblicate nei prossimi giorni
Mi complimento per l’interessante iniziativa che MondoHonline ha deciso di intraprendere sul tema dell’acqua, una risorsa ambientale che entra direttamente o indirettamente in tutti i processi vitali del pianeta. Come è stato detto nel corso del webinar dai relatori intervenuti, l’acqua, in forma legata o libera, si trova in tutti gli organismi viventi, e, nei suoi tre stati fisici, la si riscontra nei ghiacciai, nelle profondità dei terreni (acque di falda), sulla superficie dei suoli (fiumi, laghi, mari e oceani) e nell’aria, dove assume varie configurazioni (nuvole, nebbia, umidità ecc.).

L’acqua non si limita a essere indispensabile per la vita, ma è anche preziosa per una miriade di altre funzioni fondamentali e la conservazione degli equilibri ambientali del pianeta è una di queste. Nella fase storica che stiamo vivendo, segnata da emissioni di gas serra che stanno cambiando il clima con effetti devastanti, gli oceani e i mari svolgono la funzione di catturare l’anidride carbonica (il gas più importante), sottraendola all’aria e disciogliendola nelle proprie acque. Fungono dunque da sistema tampone mitigando gli effetti deleteri di questo gas prodotto soprattutto dalle attività antropiche. E’ evidente che questa funzione di sistema tampone delle acque superficiali non è infinita e che, quando le emissioni superano un determinato livello, gli equilibri saltano: l’acidità degli oceani aumenta e i danni alle forme viventi più sensibili crescono minacciando la biodiversità. Dunque a maggior ragione dobbiamo sentirci impegnati a contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra, sapendo che indirettamente preserviamo anche la salute degli oceani e l’efficacia delle loro funzioni.
Un altro esempio del ruolo svolto dalle acque nella conservazione della qualità dell’ambiente ci viene dal fatto che i corpi idrici, grandi e piccoli che siano, ospitano una miriade di organismi viventi, la maggior parte dei quali concorre a degradare la sostanza organica inquinante che vi viene scaricata. Le acque sono in grado di innescare così un processo che viene definito di autodepurazione. Gli impianti di depurazione delle acque, di cui si è parlato nel corso del webinar, sono tecnologie che riproducono in uno spazio ridotto ed in tempi accelerati i meccanismi biologici che avvengono naturalmente nelle acque del pianeta. Questo dimostra come la natura possa essere un valido modello anche per le innovazioni tecnologiche.
E’ molto importante che la conoscenza del valore dell’acqua in tutte le forme in cui si presenta (o si nasconde) sia diffusa tra i giovani nelle scuole perché l’attenzione e sensibilità, che essi sono in grado di esprimere, potranno contribuire a gestire questo pianeta salvandolo dal peggio.
(*) professoressa di Microbiologia Agraria, Dipartimento di Scienze degli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente Università degli Studi di Milano, già preside della Facoltà di Agraria; Vice Presidente della Fondazione Cariplo


