Un professionista affermato che incontra il suo ictus dopo quarant’anni dedicati a costruire grandi impianti, si rialza e si impegna ad insegnare ai giovani l’arte di costruire i cantieri del mondo.
di Nazzareno Piersigilli (e i suoi amici).
Di sera, di malora
della falce la signora
mi percosse di sorpresa
e mi fece grave offesa.
Io nel letto la sentivo,
ero morto ancora vivo,
quando a destra mi si pose
l’altra bianca con le rose.
Si accese lotta dura
e la bianca, mia ventura
alfìn ebbe la meglio
ed io mi tornai sveglio.
Fur d’aiuto qual cavalieri
i medici e gli infermieri,
per serbarmi ancora forte,
a mutar la malasorte.
Quella nitida visione,
con le rose mia passione,
leggiadra dea profumante,
mi sostenne ogni istante.
Io tenace con dolore
e con pubblico stupore,
qual araba fenice, rinato
mi ergo ad avverso fato.
“ La tua vita legata ad un tubo!” (intendevano forse questo?)
A Pier (Nazzareno) gli amici Rocco e Dante per la tenacia e la voglia di farcela – Pasqua 2009





