Cambiamenti nutrizionali in Egitto e patologie collegate al consumo alimentare – di Claudia Alquati
L’Egitto ha un ricco bagaglio di informazioni specifiche sui consumi alimentari che coprono un periodo di tempo considerevole. Questo Paese fu uno dei primi a seguire le raccomandazioni della Sezione Sanità della Società delle Nazioni nel 1939 e a pubblicare una tabella sulla composizione alimentare di cibi locali al fine di svolgere indagini alimentari.
Le attività di indagine iniziate si interruppero con la seconda guerra mondiale per poi riprendere nel 1959.
Da allora ci sono state tre principali indagini nazionali sul consumo alimentare:
(1) una nel 1981,
(2) una seconda nel 1998 che era essenzialmente una ripetizione della prima, e
(3) la terza è stata concepita come un sistema di monitoraggio continuo che ha avuto inizio nel 1994, con un secondo turno nel 1999.
I cambiamenti politici e socio-economici che si sono avuti in Egitto dalla seconda guerra mondiale e i cambiamenti nello stile di vita che ne sono derivati hanno avuto luogo nel contesto di una serie di iniziative politiche che hanno influenzato sia l’economia che l’approvvigionamento di alimenti.
Queste iniziative politiche e giuridiche hanno portato a importanti cambiamenti nella vita quotidiana per la maggior parte degli egiziani e hanno contribuito fortemente alle variazioni nei modelli alimentari. In questo arco di tempo, l’Egitto ha subito una relativamente rapida crescita della popolazione, con una media del 2,8% annuo.
La produzione di cibo non ha retto il passo, nonostante importanti investimenti in agricoltura e un aumento della produzione complessiva. Perciò si è passati da una sostanziale autosufficienza del paese nel 1960 ad una necessaria importazione di prodotti alimentari nel 1980; dal 1970 in poi, infatti, è aumentato notevolmente il consumo dei nove principali prodotti alimentari (farina di frumento, mais, lenticchie, zucchero, olio da cucina, carne rossa, pollame, prodotti lattiero-caseari e pesce). Attraverso l’importazione, sono stati introdotti nel mercato nuovi alimenti che prima non erano compresi nella cucina tradizionale, come per esempio i maccheroni.
Visto il pesante fardello economico relativo agli alimenti da importare, si è deciso di intervenire in due direzioni: 1) attraverso importanti investimenti in agricoltura; in questo modo si è riusciti a diminuire il carico delle importazioni; 2) attraverso la limitazione delle ampie sovvenzioni alimentari da parte dello Stato a favore dei consumatori, a partire dal 1990; ad oggi solo il pane risulta essere l’unico alimento sovvenzionato.
Tra il 1990 e il 1994, oltre alla riduzione delle sovvenzioni, si è assistito anche ad un brusco aumento dei prezzi alimentari, ad un tasso superiore all’inflazione generale; come conseguenza il totale dei consumi delle famiglie è sceso drasticamente, di circa il 20%.
La riduzione dei consumi ha riguardato in particolare alimenti di livello nutrizionale superiore determinando a tutt’oggi, in buona parte della popolazione (più di un terzo di donne e bambini), carenze nutrizionali particolarmente evidenti per il ferro, il calcio e la vitamina A.
Le carenze di micronutrienti, soprattutto di ferro, rappresentano un problema di salute pubblica in Egitto, dove i tassi di anemia sono quasi raddoppiati nel corso degli anni che vanno dal 2000 al 2005.
Nel 2008 il governo egiziano ha iniziato l’attuazione di un programma nazionale di 5 anni per fortificare con ferro e acido folico la farina di grano utilizzato per la preparazione del pane che è l’alimento base che viene sovvenzionato dallo Stato e che è consumato dalla maggioranza dei gruppi a basso reddito (fig.2).
Se da una parte si evidenziano i problemi appena citati relativi alle carenze di micronutrienti, dall’altra vi sono problemi di salute pubblica particolarmente significativi come l’obesità, soprattutto femminile e, paradossalmente, la malnutrizione infantile. L’obesità, che si accompagna ad altre malattie collegate come l’ipertensione e il diabete, potrebbe essere anche dovuta al fatto che nella popolazione egiziana vi è in generale una scarsa attività fisica, soprattutto nelle città.
Fortunatamente è in aumento la consapevolezza pubblica delle crescenti malattie croniche legate alla dieta e vi è un’attenzione rivolta a documentare il problema; ad essa si accompagna una maggiore consapevolezza del ruolo educativo, soprattutto nelle giovani generazioni, verso la sana scelta alimentare e l’attività fisica.
Claudia Alquati
——————————-
Riferimenti bibliografici:
– “The nutrition transition in Egypt: obesity, undernutrition and the food consumption context”. Osman M Galal – Public Health Nutr. 2002 Feb;5(1A):141-8.
– “Fortifying baladi bread in Egypt: reaching more than 50 million people through the subsidy program”. Elhakim N. et al. – Food Nutr Bull. 2012 Dec;33(4 Suppl):S260-71.

