Il cambiamento del clima solleva il tema del rapporto che connette l’uomo alla natura.
I poeti ascoltano più di tutti lo spirito del tempo e per questo abbiamo chiesto a un gruppo di webpoeti amici di Mondohonline di inviarci una loro poesia su questo tema.
Ecco quella di Franco Floris
Ci sono simboli nel cielo figli del respiro dell'universo non noi noi abbiamo ferito violentato la nostra casa la natura ci sono segni nelle pietre nei boschi nei fiumi noi abbiamo deriso la nostra madre ucciso i nostri fratelli ci sono frasi nei libri che raccontano i nostri errori le nostre stragi le nostre guerre ma noi non impariamo niente.
Franco Floris
Oristano, 2 marzo 2019.

Versi amari.
Amore comunque, per tutto ciò che di delicato, unico e prezioso madre Natura ci regala. Condanna quasi irrevocabile della colpevole incuria da parte dell’uomo.
Speranza sottesa, nonostante, di una ammenda ormai urgente, di un repentino cambiamento in nome della salvaguardia del nostro mondo.
Bella e intensa.
Benvenuta Web Poetry: bella iniziativa davvero non solo per lo scopo.
In effetti é bella anche la poesia iniziale pur se con un necessario finale amaro.
Pietro
sembra quasi che i simboli pensati dalle nostre menti siano già presenti in natura , una natura che come noi respira , ci è di casa e ci parla lasciando segni ovunque nelle vite minerali , in quelle vegetali e delle acque.
Ma se Natura è pensiero materializzato che ci ospita , natura siamo noi! E ogni ferita che le facciamo la facciamo a noi. Le parole sono intorno a noi e il libri le hanno dette ma sembrano insufficienti per innescare il nostro apprendimento.
Molto bella e profonda , forse indica l’umano come un prodotto naturale incompleto e per questo capace di fare e farsi molto danno